Campionato Nazionale 2^ Divisione
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15.07.08
Calcio
Raduno Itala San Marco, parlano i giocatori: "Sogno che si realizza" - La soddisfazione di Sergio Marcon
Un portiere come fiore all’occhiello del mercato e che funga da uomo copertina, assieme a Neto Pereira, of course, non è cosa da tutti i giorni. Ma è difficile non considerare tale l’estremo Sergio Marcon, fresco della vittoria nei play-off a difesa dei pali del Portosummaga, che dopo vent’anni esatti passati a fare il professionista lungo lo Stivale ha scelto l’Itala San Marco per esserlo ancora con il non indifferente vantaggio di distare una manciata di chilometri dalla sua Cormòns.
Lasciato il centro collinare nel 1988 per andare alla Sampdoria, l’esperto portiere (in novembre compirà 38 anni) ha accumulato un curriculum di assoluto rispetto dato che, oltre alla maglia blucerchiata, ha indossato quelle di Udinese, Chievo, Piacenza, Andria, Siracusa, Ternana e Ancona. Marcon e l’Itala San Marco fanno rima baciata con scelta di vita. «Sì, possiamo anche considerarla come tale. Gli anni passano, personalmente mi sento ancora molto carico e motivato, però la figlia comincerà ad andare a scuola e, essendo io tornato da tempo a stabilirmi a Cormòns, il fatto di avere una squadra che farà la C2 a così breve distanza è stato un’occasione importante. C’era già stato un contatto nella scorsa stagione, ma avevo ancora un anno di contratto col Portosummaga».
A convincere Marcon è stato pure il fatto che l’Itala San Marco è una realtà in costante espansione. «Da tempo ha varcato i confini regionali e del Triveneto, grazie alle fasi nazionali dei play-off raggiunte di recente e al torneo internazionale di calcio giovanile. Quest’anno sarà fondamentale perché non subire il contraccolpo di essere passati nei professionisti è un passaggio determinante. La società ha dimostrato di avere le idee chiare».
Per quel pizzico di esperienza che sarà necessario ecco entrare in gioco Sergio Marcon: «Cercherò di dare il mio contributo principalmente in campo. Ma in effetti in un gruppo così giovane posso essere d’aiuto anche dal punto di vista della sua crescita, quanto a mentalità. Il livello di difficoltà della categoria? In C2 ho giocato sia nel girone A sia nel B. Il primo forse è più fisico, mentre il secondo è probabilmente migliore dal punto di vista qualitativo. A prescindere da questo, l’Itala San Marco in quanto neopromossa deve porsi quale obiettivo la salvezza. Con un tecnico come Zoratti, perfetto conoscitore del calcio professionistico, siamo sicuramente in grado di centrarla». (pi.ai) per il Messaggero Veneto
Lasciato il centro collinare nel 1988 per andare alla Sampdoria, l’esperto portiere (in novembre compirà 38 anni) ha accumulato un curriculum di assoluto rispetto dato che, oltre alla maglia blucerchiata, ha indossato quelle di Udinese, Chievo, Piacenza, Andria, Siracusa, Ternana e Ancona. Marcon e l’Itala San Marco fanno rima baciata con scelta di vita. «Sì, possiamo anche considerarla come tale. Gli anni passano, personalmente mi sento ancora molto carico e motivato, però la figlia comincerà ad andare a scuola e, essendo io tornato da tempo a stabilirmi a Cormòns, il fatto di avere una squadra che farà la C2 a così breve distanza è stato un’occasione importante. C’era già stato un contatto nella scorsa stagione, ma avevo ancora un anno di contratto col Portosummaga».
A convincere Marcon è stato pure il fatto che l’Itala San Marco è una realtà in costante espansione. «Da tempo ha varcato i confini regionali e del Triveneto, grazie alle fasi nazionali dei play-off raggiunte di recente e al torneo internazionale di calcio giovanile. Quest’anno sarà fondamentale perché non subire il contraccolpo di essere passati nei professionisti è un passaggio determinante. La società ha dimostrato di avere le idee chiare».
Per quel pizzico di esperienza che sarà necessario ecco entrare in gioco Sergio Marcon: «Cercherò di dare il mio contributo principalmente in campo. Ma in effetti in un gruppo così giovane posso essere d’aiuto anche dal punto di vista della sua crescita, quanto a mentalità. Il livello di difficoltà della categoria? In C2 ho giocato sia nel girone A sia nel B. Il primo forse è più fisico, mentre il secondo è probabilmente migliore dal punto di vista qualitativo. A prescindere da questo, l’Itala San Marco in quanto neopromossa deve porsi quale obiettivo la salvezza. Con un tecnico come Zoratti, perfetto conoscitore del calcio professionistico, siamo sicuramente in grado di centrarla». (pi.ai) per il Messaggero Veneto








