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03.06.07
Serie D
L'Itala chiude una grande stagione,1-0 al Siracusa
ITALA SAN MARCO 1 SIRACUSA 0 MARCATORE: st 11’ Carli (rigore). ITALA SAN MARCO (4-4-2): Striatto, Cantarutti, Visintin (pt 5’ Cencig), Si.Blasina, Racca; Pizzutti, Ghirardo, Carli, Bernecich (st 26’ Zanuttig); Marino, Rocco (st 41’ Milocco). All.Zoratti. SIRACUSA (4-2-3-1): Casadei; Lieti, De Pascale, Iodice, Tomacelli; Di Maio ( st 36’ Nuvoli), Perrelli, Dima; Costanzo (st 1’ Romano), Buonarrigo (st 22’ Pellegrino); Palumbo. All. Lombardo. ARBITRO: Corradini di Macerata. NOTE: ammonito Cantarutti. Corner 7-2 per il Siracusa, spettatori 1500 circa. GRADISCA D’ISONZO- Itala San Marco da spellarsi le mani: la formazione gradiscana, ma sarebbe più giusto dire quel che ne rimaneva essendo imbottita di juniores per le sei assenze dei big, riesce nell’impresa di piegare il Siracusa anche se non impedisce ai siciliani la qualificazione alle semifinali dei play-off che valgono la C2. Per staccare il biglietto sarebbero servite tre reti alla squadra isontina, priva di pedine come Neto, Peroni, Moras, Arcaba, Sebastiano Blasina, Vosca e con Visintin, uno degli eroi della onorevole sconfitta ad Aversa, costretto ad alzare bandiera bianca dopo neanche cinque minuti. Impossibile giocare sopra quello stiramento, dentro Cencig. E così Zoratti ha dovuto affidarsi ad una difesa inedita ed imberbe in cui il più vecchio è il 22enne Blasina, mentre tutti gli altri lo scorso anno militavano nella juniores. In mezzo al campo Ghirardo e il monumentale Carli fanno legna, mentre l’attacco sembra un confronto generazionale: lo guida il 37 enne Marino, la novità è Rocco che ha vent’anni di meno ma oltre 40 gol fra gli allievi come biglietto da visita. Il tecnico ospite Lombardi schiera i suoi con una sorta di 4-2-3-1 nel quale Palumbo è l’unica punta, assistito da Bonarrigo e Costanzo. Il Siracusa, che ha due risultati e mezzo su tre a disposizione (paga – anzi pagherà - anche la sconfitta di misura) fa come prevedibile la partita, ma è encomiabile la risposta colpo su colpo dei gradiscani: al 6’ punizione di De Pascale per Palumbo, il cui collo destro finisce alto. Al 12’ ancora per vie centrali è Dima a pescare Palumbo, che mette a sedere Blasina e centra per Bonarrigo il cui tiro nel cuore dell’area finisce alto. Al 13’ la squadra di casa sfiora il clamoroso vantaggio: lancio lungo del semidebuttante Cencig, e Bernecich in spaccata per poco non fa esplodere il “Colaussi”. I ragazzi di Zoratti prendono coraggio: al 19’ Marino serve Carli, sui cui piedi è prodigiosa l’uscita di Casadei. Al 21’ è bravo il portiere italino Striattto a respingere di pugno la botta dalla distanza di Di Maio. L’estremo italino si ripete due minuti dopo, in volo sulla conclusione dal limite di Palumbo. Il più attivo dei siciliani sembra essere sempre Costanzo, che dalla destra causa seri problemi a Racca, come al 26’ quando coglie l’esterno della rete dopo aver saltato l’avversario diretto. Un minuto più tardi è De Pascale a sprecare l’incornata su punizione dopo uno schema di punizione. L’Itala non ci sta: si rendono pericolosi dapprima Marino e poi Ghirardo, con un sinistro dalla distanza che finisce non lontano dai pali di Casadei. Al 39’ viene annullato un gol per probabile fuorigioco di Palumbo, al 42’ invece è Striatto a bloccare in due tempi il colpo di testa di Costanzo dopo l’ennesima invenzione per vie centrali di Bonarrigo. Nella ripresa Lombardo mischia le carte: fuori fuori Costanzo, dentro l’altrettanto ispirato Romano. L’esterno siciliano si renderà pericoloso in almeno quattro occasioni con i suoi movimenti senza palla, la più clamorosa al 6’ quando sibila a lato una conclusione sulla quale Striatto non sarebbe mai arrivato. Eppure l’Itala c’è, eccome: dapprima sfiora il vantaggio con Blasina, ben pescato da una punizione laterale di Marino; e quindi lo ottiene per davvero, quando su una palla di Carli per lo stesso Marino è il baby Rocco, smaliziato come un veterano, a crederci più di tutti, e viene steso da Casadei . E’ rigore che Carli trasforma nel boato generale. Al “Colaussi” iniziano a crederci, ma in fondo va bene così. Il Siracusa morde ancora tanto per dimostrare che il divario tecnico non è certo immotivato, ma alla fine è festa per tutti. L’Itala non era mai andata così lontano nella sua storia, il Siracusa continua a coltivare il Sogno.